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Il parroco
LETTERA DEL PARROCO ALLA COMUNITA'

Carissimi,
all’inizio del nuovo anno pastorale sento nel cuore il bisogno di rivolgervi il mio saluto da giorni nuovo parroco della Parrocchia Santuario Mater Domini.
Ho accolto, con obbedienza, quanto il Signore ha disposto per me. Vorrei vivere con voi quest’avventura gettandomi, sin d’ora, nell’obbedienza alla voce dello Spirito che, con amorevole cura, soffia sulla Chiesa per darle forza e vitalità.
Mentre ringrazio il mio predecessore, don Donato Panna, vi comunico la stima che nutro per lui avendo quest’anno con lui vissuto una forte comunione non solo pastorale, ma anche di fraternità sacerdotale.
In questo tempo ho pregato perché il Signore, il Maestro buono, mi desse la serenità interiore per portare avanti, nella gioia, il delicato e gravoso compito di Parroco.
Riconosco le mie fragilità, i miei limiti ma sono fiducioso che insieme alla vostra collaborazione, e mai senza di essa, si può fare tanto.
Vi invito, perciò, ad accogliere senza risentimenti le inevitabili novità che accompagnano un avvicendamento pastorale, fossero anche logistiche. Nella comunità, al di là dei servizi richiesti, tutti si sentano come a casa:
si sperimenti la fraternità;
si condividano le gioie con chi gioisce;
si accompagni il tempo della sofferenza con chi soffre.
Sin da questo istante mi metto a vostra disposizione e mi piacerebbe che vedeste la parrocchia come la casa di Dio tra le case degli uomini. Le porte della chiesa sono spalancate a tutti. Vi invito a superare risentimenti o, addirittura, indifferenza nei rapporti tra voi. Il Parroco, mandato dall’Arcivescovo, non appartiene a nessuno in particolare ma è di tutti allo stesso tempo: non è di questo o di quel gruppo; di questa o di quella associazione; di queste o di quelle persone.
Per qualsiasi richiesta, dubbio, difficoltà non sentitevi a disagio ma chiedete direttamente a me, non abbiate timore o vergogna di farlo da parte mia c’è semplicemente la volontà di servire ed amare: a questo sono stato chiamato e vorrei farlo in pienezza. Anche nella riorganizzazione dell’organigramma pastorale faccio appello alla tua disponibilità. La Comunità ha bisogno di te e del tuo contributo, della tua presenza e del tuo servizio. Vorrei, inoltre, vi fosse un maggior coordinamento tra i tre pilastri che formano e sorreggono la vita della Comunità: Liturgia, Catechesi, Carità.
Tutte e tre le dimensioni devono lavorare in sinergia mai in maniera autonoma o autoreferenziale, in comunione con il Parroco e le scelte della Comunità. Non ci si lasci prendere da iniziative sporadiche o personali, tutti si faccia nell’intesa e nella collaborazione di intenti.
Quanto alla LITURGIA credo sia opportuna la costituzione del Gruppo di animazione Liturgica preposto alla cura e alla dignità delle celebrazioni, oltre che al decoro del Tempio.
Un miglior servizio del canto liturgico con la ricostituzione del coro parrocchiale per l’animazione del canto liturgico per le celebrazioni solenni e i momenti che scandiscono la vita liturgica della Comunità. Importante l’appuntamento settimanale con l’Adorazione Eucaristica del SS.mo Sacramento che propongo di spostare al giovedì sera giorno memoriale dell’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale. La preghiera dell’adorazione, pertanto, avrà sempre come sfondo la preghiera per le Vocazioni al sacerdozio, alla vita religiosa, alla vita matrimoniale.
Una particolare cura cercheremo di averla, come è stato fatto finora, alla celebrazione eucaristica domenicale, facendo attenzione a non appesantire questo appuntamento della Comunità nel Giorno del Signore. Pochi segni, canti adatti alla liturgia del giorno, commenti brevi aiutano a vivere meglio la celebrazione.
Alla ripresa della messa domenicale delle ore 10.00, fissata per domenica 18 settembre, l’intenzione del sacerdote celebrante, particolarmente del Parroco, sarà sempre per il popolo affidato sue cure pastorali.
E’ dovere del Parroco, come recita il canone Can. 534 - §1, che: “dopo aver preso possesso della parrocchia, il parroco è tenuto all'obbligo di applicare la Messa per il popolo affidatogli ogni domenica e nelle feste che nella sua diocesi sono di precetto; chi ne è legittimamente impedito applichi negli stessi giorni mediante un altro oppure, in giorni diversi, applichi personalmente”.
Quanto alla CATECHESI, la nostra Comunità da qualche anno ha fatto la scelta dell’itinerario catecumenale dell’Iniziazione Cristiana. Essendo frutto dello Spirito, noi scegliamo di portarlo avanti con coraggio e determinazione sfidando, con l’aiuto di Dio, le difficoltà che il cammino prevede. Invito, perciò, i ragazzi ad intensificarlo; i catechisti ad amarlo; le famiglie, i genitori in particolare, a condividerlo.
Oggi, quella della catechesi catecumenale, è una sfida ed una scommessa che è, non solo per i ragazzi ma rende protagoniste le famiglie e, in modo speciale, i genitori cristiani.
Anche per questo impegno, faccio appello alla vostra collaborazione.
Altro pilastro che sorregge la vita della comunità, è quello della CARITA’.
Essa non può sganciarsi da uno stile di sobrietà ed essenzialità. Fare la carità o diventarne promotori, è un dovere del credente che, ad immagine di Cristo povero, semplice ed umile, si rende prossimo e vicino ai bisogni dell’altro, del più prossimo.
Reputo necessaria una più opportuna riorganizzazione della distribuzione del pacco alimentare, a favore del povero che bussa alla porta della nostra Parrocchia. Essa va fatta rispettando tempi, orari e modalità, che più avanti saranno resi noti. Per gli impegni del Parroco e dei volontari del gruppo Caritas, non è possibile a tutte le ore del giorno essere disponibili per questo servizio.
La Parrocchia, come sapete, grazie al Banco alimentare e alla generosità di tanti di voi, viene incontro dispensando viveri e, quando possibile, indumenti o cose di altro genere. Né il Parroco, né tantomeno i volontari del gruppo Caritas, tranne casi di assoluta urgenza o emergenza, dispensano denaro. Eventuali richieste saranno valutate dal parroco e dai referenti della caritas parrocchiale con discernimento ed opportunità pastorale.
E’ vero che Gesù disse: vi sono altre pecore che non sono di questo ovile, anche per queste sono stato mandato”. La nostra Caritas spesso viene incontro alle esigenze di famiglie o singoli provenienti da altre comunità del territorio. A questi non si può, né si deve chiudere la porta ma certamente sarebbe cosa opportuna rivedere anche questo aspetto per migliore la qualità del servizio che la Comunità offre.
A quanto offrono il proprio contributo nel gruppo, invito alla riservatezza e alla discrezione. Dietro ogni storia ci sono persone singole o di famiglie; nessuno si senta autorizzato ad entrarvi o, addirittura, a farsi “paladini” di iniziative personali ed autonome.
Faccio anche qui appello alla tua generosità e disponibilità. Le esigenze sono tante e sempre in aumento; le persone che vi collaborano non sono mai sufficienti. Non voltarti indietro a questo invito, sii generoso dando un po’ del tuo tempo agli altri che aspettano il tuo sorriso, la tua parola, la tua vicinanza.
Queste note sono la presentazione sommaria di quanto ritengo sia, almeno per questo tempo, urgente per vivere da cristiani adulti il nostro percorso di fede. Tanto altro ci diremo con carità e verità.
Rinnovo, come già detto, la mia disponibilità. Per qualsiasi necessità o richiesta o dubbio o confronto, sappiate che sono disponibile.
Mentre vi saluto dicendovi, ancora una volta, la gioia e la serenità di essere qui tra voi, paternamente invoco su di voi e sulle vostre famiglie la benedizione di Dio mediante l’intercessione materna di Maria, Mater Domini, perché guidi i nostri passi con entusiasmo nella gioia.
don Giuseppe
all’inizio del nuovo anno pastorale sento nel cuore il bisogno di rivolgervi il mio saluto da giorni nuovo parroco della Parrocchia Santuario Mater Domini.
Ho accolto, con obbedienza, quanto il Signore ha disposto per me. Vorrei vivere con voi quest’avventura gettandomi, sin d’ora, nell’obbedienza alla voce dello Spirito che, con amorevole cura, soffia sulla Chiesa per darle forza e vitalità.
Mentre ringrazio il mio predecessore, don Donato Panna, vi comunico la stima che nutro per lui avendo quest’anno con lui vissuto una forte comunione non solo pastorale, ma anche di fraternità sacerdotale.
In questo tempo ho pregato perché il Signore, il Maestro buono, mi desse la serenità interiore per portare avanti, nella gioia, il delicato e gravoso compito di Parroco.
Riconosco le mie fragilità, i miei limiti ma sono fiducioso che insieme alla vostra collaborazione, e mai senza di essa, si può fare tanto.
Vi invito, perciò, ad accogliere senza risentimenti le inevitabili novità che accompagnano un avvicendamento pastorale, fossero anche logistiche. Nella comunità, al di là dei servizi richiesti, tutti si sentano come a casa:
si sperimenti la fraternità;
si condividano le gioie con chi gioisce;
si accompagni il tempo della sofferenza con chi soffre.
Sin da questo istante mi metto a vostra disposizione e mi piacerebbe che vedeste la parrocchia come la casa di Dio tra le case degli uomini. Le porte della chiesa sono spalancate a tutti. Vi invito a superare risentimenti o, addirittura, indifferenza nei rapporti tra voi. Il Parroco, mandato dall’Arcivescovo, non appartiene a nessuno in particolare ma è di tutti allo stesso tempo: non è di questo o di quel gruppo; di questa o di quella associazione; di queste o di quelle persone.
Per qualsiasi richiesta, dubbio, difficoltà non sentitevi a disagio ma chiedete direttamente a me, non abbiate timore o vergogna di farlo da parte mia c’è semplicemente la volontà di servire ed amare: a questo sono stato chiamato e vorrei farlo in pienezza. Anche nella riorganizzazione dell’organigramma pastorale faccio appello alla tua disponibilità. La Comunità ha bisogno di te e del tuo contributo, della tua presenza e del tuo servizio. Vorrei, inoltre, vi fosse un maggior coordinamento tra i tre pilastri che formano e sorreggono la vita della Comunità: Liturgia, Catechesi, Carità.
Tutte e tre le dimensioni devono lavorare in sinergia mai in maniera autonoma o autoreferenziale, in comunione con il Parroco e le scelte della Comunità. Non ci si lasci prendere da iniziative sporadiche o personali, tutti si faccia nell’intesa e nella collaborazione di intenti.
Quanto alla LITURGIA credo sia opportuna la costituzione del Gruppo di animazione Liturgica preposto alla cura e alla dignità delle celebrazioni, oltre che al decoro del Tempio.
Un miglior servizio del canto liturgico con la ricostituzione del coro parrocchiale per l’animazione del canto liturgico per le celebrazioni solenni e i momenti che scandiscono la vita liturgica della Comunità. Importante l’appuntamento settimanale con l’Adorazione Eucaristica del SS.mo Sacramento che propongo di spostare al giovedì sera giorno memoriale dell’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio ministeriale. La preghiera dell’adorazione, pertanto, avrà sempre come sfondo la preghiera per le Vocazioni al sacerdozio, alla vita religiosa, alla vita matrimoniale.
Una particolare cura cercheremo di averla, come è stato fatto finora, alla celebrazione eucaristica domenicale, facendo attenzione a non appesantire questo appuntamento della Comunità nel Giorno del Signore. Pochi segni, canti adatti alla liturgia del giorno, commenti brevi aiutano a vivere meglio la celebrazione.
Alla ripresa della messa domenicale delle ore 10.00, fissata per domenica 18 settembre, l’intenzione del sacerdote celebrante, particolarmente del Parroco, sarà sempre per il popolo affidato sue cure pastorali.
E’ dovere del Parroco, come recita il canone Can. 534 - §1, che: “dopo aver preso possesso della parrocchia, il parroco è tenuto all'obbligo di applicare la Messa per il popolo affidatogli ogni domenica e nelle feste che nella sua diocesi sono di precetto; chi ne è legittimamente impedito applichi negli stessi giorni mediante un altro oppure, in giorni diversi, applichi personalmente”.
Quanto alla CATECHESI, la nostra Comunità da qualche anno ha fatto la scelta dell’itinerario catecumenale dell’Iniziazione Cristiana. Essendo frutto dello Spirito, noi scegliamo di portarlo avanti con coraggio e determinazione sfidando, con l’aiuto di Dio, le difficoltà che il cammino prevede. Invito, perciò, i ragazzi ad intensificarlo; i catechisti ad amarlo; le famiglie, i genitori in particolare, a condividerlo.
Oggi, quella della catechesi catecumenale, è una sfida ed una scommessa che è, non solo per i ragazzi ma rende protagoniste le famiglie e, in modo speciale, i genitori cristiani.
Anche per questo impegno, faccio appello alla vostra collaborazione.
Altro pilastro che sorregge la vita della comunità, è quello della CARITA’.
Essa non può sganciarsi da uno stile di sobrietà ed essenzialità. Fare la carità o diventarne promotori, è un dovere del credente che, ad immagine di Cristo povero, semplice ed umile, si rende prossimo e vicino ai bisogni dell’altro, del più prossimo.
Reputo necessaria una più opportuna riorganizzazione della distribuzione del pacco alimentare, a favore del povero che bussa alla porta della nostra Parrocchia. Essa va fatta rispettando tempi, orari e modalità, che più avanti saranno resi noti. Per gli impegni del Parroco e dei volontari del gruppo Caritas, non è possibile a tutte le ore del giorno essere disponibili per questo servizio.
La Parrocchia, come sapete, grazie al Banco alimentare e alla generosità di tanti di voi, viene incontro dispensando viveri e, quando possibile, indumenti o cose di altro genere. Né il Parroco, né tantomeno i volontari del gruppo Caritas, tranne casi di assoluta urgenza o emergenza, dispensano denaro. Eventuali richieste saranno valutate dal parroco e dai referenti della caritas parrocchiale con discernimento ed opportunità pastorale.
E’ vero che Gesù disse: vi sono altre pecore che non sono di questo ovile, anche per queste sono stato mandato”. La nostra Caritas spesso viene incontro alle esigenze di famiglie o singoli provenienti da altre comunità del territorio. A questi non si può, né si deve chiudere la porta ma certamente sarebbe cosa opportuna rivedere anche questo aspetto per migliore la qualità del servizio che la Comunità offre.
A quanto offrono il proprio contributo nel gruppo, invito alla riservatezza e alla discrezione. Dietro ogni storia ci sono persone singole o di famiglie; nessuno si senta autorizzato ad entrarvi o, addirittura, a farsi “paladini” di iniziative personali ed autonome.
Faccio anche qui appello alla tua generosità e disponibilità. Le esigenze sono tante e sempre in aumento; le persone che vi collaborano non sono mai sufficienti. Non voltarti indietro a questo invito, sii generoso dando un po’ del tuo tempo agli altri che aspettano il tuo sorriso, la tua parola, la tua vicinanza.
Queste note sono la presentazione sommaria di quanto ritengo sia, almeno per questo tempo, urgente per vivere da cristiani adulti il nostro percorso di fede. Tanto altro ci diremo con carità e verità.
Rinnovo, come già detto, la mia disponibilità. Per qualsiasi necessità o richiesta o dubbio o confronto, sappiate che sono disponibile.
Mentre vi saluto dicendovi, ancora una volta, la gioia e la serenità di essere qui tra voi, paternamente invoco su di voi e sulle vostre famiglie la benedizione di Dio mediante l’intercessione materna di Maria, Mater Domini, perché guidi i nostri passi con entusiasmo nella gioia.
don Giuseppe







